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07 Feb
07Feb

Secondo appuntamento con la nostra rubrica "Liberi" dedicata ai poeti contemporanei italiani e stranieri.


OGGI OSPITO 

Jonathan Rizzo

 

Oggi abbiamo il piacere di leggere le poesie di Jonathan Rizzo, scrittore e promotore culturale, conduce una trasmissione per Radio Grad "Al bar della poesia" dove ospita le voci poetiche contemporanee più interessanti

Conosciamolo: 

Di radici elbane, studi storici fiorentini, rinascita parigina. Ha pubblicato L’Illusione parigina (Porto Seguro 2016); Eternamente Errando Errando (LaSignoria 2017); La Giovinezza e altre rose sfiorite. Ritratto del poeta che fu (Ensemble 2018); Le scarpe del Flâneur (Ensemble 2020) ed è stato pubblicato in varie antologie poetiche. 


Gode d’esperienza di regia e speaker radiofonico, ha curato il programma di arte e cultura alternativa “JHONNYSBAR altre forme d’arte” sulla web tv del portale STYLISE.IT, inoltre collaboratore/curatore per la programmazione culturale di diversi caffè letterari in Toscana ed organizzatore di happening artistici e reading poetici in tutta Italia ed in Francia. 

In fine poeta performer, marinaio e nomade. 

Come ha scritto Marco Incardona nella prefazione del suo libro edito da Ensemble "Le scarpe del flâneur": "Jonathan Rizzo non è poeta che si lascia imbrigliare dalle facili maglie di una critica letteraria, men che meno da quelle di una breve introduzione alla sua raccolta Le scarpe del flâneur. La sua è una poesia corporale, della presenza, del suo farsi e del suo dirsi, per poi disfarsi nel vortice degli attimi da vivere fino in fondo". 


Ho scelto tre poesie, leggiamo: 


Rubando a Joseph Roth 


Solenne si alza dalla plastica del tram
vestito alto con la barba,
ma pare anonimo,
non fosse che zoppica
e trasmette solitudine. 

Istante cosmico karmico.

Esce, io rimango. 

Si china con difficoltà, io osservo comodo. 

Ha notato un briciolo di Paradiso. 

Raccoglie un mozzicone usurato di sigaretta,
io non fumo. 

Unico vizio che non abbia. 

Istante cosmico karmico
chiamato semaforo rosso. 

Raccoglie/contempla
come si fa con un raggio di sole caldo,
il primo vero a primavera sbocciato. 

Rosso.

Un Signore,
Arcangelo della Provvidenza,
vagabondo di provincia,
lo rimprovera con aria severa
porgendogli la piccola fiaccola di paglia 

di una nuova speranza,
all'orizzonte amica, ultima spiaggia. 

Verde, fine della lezione. 

Zoppicando si allontanano gli uomini
dal percorso elettrico
segnato in qualche grigio ufficio stitico
in cui il pensiero resta prigioniero asfittico. 

Finisce che continuerò ad ostinarmi
a non iniziare quest'ultimo semplice vizio. 

Quale lezione ho imparato
in questo piccolo angolo
d'istante cosmico karmico? 

Ho la sensazione
che questo libro lo abbia già scritto
Joseph Roth. 

Giallo, 

mancava il giallo, un poco di giallo, 

giusto un tocco di giallo, giallo.

Scrivete con prudenza e buonanotte. 

Qualcuno ha mica una sigaretta per caso?



Scriverti di notte

 Quando ti scrivo 

per un istante sono felice, 

perché per un attimo, 

quello in cui mi leggi,

posso illudere il mio cuore

di essere lì con te. 

E in un soffio tiepido di vento

tenero si mente 

e sorride 

tra le tue braccia lettrici, 

stretto e perduto

senza più pena e muto lamento. 

Ma poi la poesia finisce

e sfuma con sé 

ogni calore di vitalità 

rimanendo solo danzante chiostro

di parole inermi 

fredde d'inchiostro, 

smorte 

su carta bianca

impiccate a fine pagina. 

E non leggi più 

quello che non posso scrivere 

oltre il bordo 

dalle tue dita racchiuso.

Quando la carta sbiadisce 

rimane solo la vita porosa del poeta. 

Se credi 

Il mio problema è che non mi applico.

Avrei pure il cuore, ma non lo so usare. 

Se lo credi possibile,
se credi a tutto quello che ti dicono,
se credi a tutto quello che ti scrivo
per nascondere l'abisso del dolore
e la solitudine,
ultima amante gentile. 

Se credi nel bene, proteggimi Tu. 

Se credi nel male, dovrò proteggerti io.

Il tuo problema è che non te ne frega più niente
oltre te stesso/a. 

Prega, ne avrai bisogno spesso. 

Il tuo problema sono io. 

Abbiamo un problema in comune,
soluzioni nessune. 

Se credi, prega. 

Io Dei non ne ho più. 

Mi hanno imbrogliato una volta di troppo. 

Sono stremato dall'amore degli uomini.


Breve nota: 

I versi di Jonathan Rizzo mantengono una costante originalità di stile, le immagini rendono la scrittura del poeta riconoscibile. Troviamo ritmo, attualità, riflessione, il suo canto è libero, senza vincoli, frutto di una visione lucida e autentica della società


Ti sono piaciute le poesie? Allora, continua a seguire Jonathan Rizzo e scrivici cosa pensi!


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Michela Zanarella 

Giornalista pubblicista - redattrice di Periodico Italiano Magazine

Presidente della Rete Italiana per il Dialogo Euro-mediterraneo (RIDE-APS)

Presidente A.P.S. "Le Ragunanze"


Extraordinary Ambassador for Naji Naaman’s Foundation for Gratis Culture

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