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21 Mar
21Mar

Oggi abbiamo il piacere di leggere le poesie di Sivia Rosa, scrittrice e insegnante piemontese, molto attiva in ambito letterario nazionale e internazionale. Le sue poesie sono tradotte in diverse lingue, collabora con alcuni siti e blog di letteratura.


Conosciamola:


Nasce a Torino, dove vive e insegna. Suoi testi poetici e in prosa sono presenti in diversi volumi antologici, sono apparsi in riviste, siti e blog letterari e sono stati tradotti in spagnolo, serbo, romeno e turco. 

Tra le sue pubblicazioni: l’antologia fotopoetica Maternità marina (Terra d’ulivi 2020), di cui è curatrice e autrice delle foto; le raccolte poetiche Tempo di riserva (Giuliano Ladolfi Editore 2018), Genealogia imperfetta (La Vita Felice 2014), SoloMinuscolaScrittura (La vita Felice 2012), Di sole voci (LietoColle Editore 2010 ‒ II ediz. 2012); il saggio di storia contemporanea Italiane d’Argentina. Storia e memorie di un secolo d’emigrazione al femminile (1860-1960) (Ananke Edizioni 2013); il libro di racconti Del suo essere un corpo (Montedit Edizioni 2010).

È vicedirettrice del lit-blog “Poesia del nostro tempo”, redattrice della testata online “NiedernGasse”, collabora con il blog di letteratura “Margutte”, con la rivista «Argo» e con il quotidiano «il manifesto». 

È tra le ideatrici di “Medicamenta – lingua di donna e altre scritture”, progetto di Poetry Therapy che propone una serie di letture, eventi e laboratori rivolti a donne italiane e straniere, lavorando in una prospettiva 76 psicopedagogica e di genere con le loro narrazioni e le loro storie di vita. 

Ha intervistato e tradotto alcuni autori argentini in Italia Argentina ida y vuelta: incontri poetici (edizioni Versante Ripido e La Recherche 2017).


Ho scelto tre poesie, leggiamo: 


Dalla sezione: Prima della pioggia


All’estremità della notte le occhiaie 

ci confortano, piccole chiazze di lune

piene sul volto. La redenzione del tunnel, 

con i suoi boati corvini e le falene-bussole, 

è una strada d’alluminio che accoglie 

i nostri fantasmi, a 150 km orari. 

Il roseto di abbagli ed errori resta fuori

da questa griglia di Hermann: le fucilate 

degli antinebbia e i rimpianti sono espunti 

da un elenco di cifre binarie, o bianco o nero. 

Manca profondità a questo andare, 

uno sguardo d’insieme, il talento 

di sopravvivere alle lesioni del buio.


Dalla sezione: In caso di necessità rompere il vetro


In caso di necessità rompere il vetro:

uscire dal campo recettivo, seguire

 le coordinate che conducono alla curva 

dello stupore, dopo una rotazione di 360°

 favorire l’orogenesi della spina dorsale 

diritta, per meglio fissare il teorema della creazione, allenare il terzo occhio, la ghiandola pineale, 

il sesto senso, darsi alla melatonina in giuste

dosi, alleggerire le pupille vedette dal vizio 

delle proiezioni, trafugare la frenesia degli amanti 

e riprodurne gli aromi, dilatare il quotidiano

in campiture di bianchi perla, non scambiare

 con nessun altro bene la scorza di protezione,

accettare l’imprinting di un animo bifido. 

Soprattutto, individuare subito, per prima,

 fra tutte le altre evenienze, l’uscita d’emergenza.


Dalla sezione: Dove finisce la terra     


Non è chiaro se dopo nebbie fossili

 e giorni di Nigredo, se dopo tutti 

gli abbandoni in cui ci siamo persi,

arriveremo alla zolla dell’aurora

 o al margine radioso d’un suburbio 

con blocchi di edifici in successione, 

una schiera di giganti cenerini

che roteano l’occhio dei balconi 

verso l’antenna 5G puntata a Est 

L’impasto di paure nello stomaco

 e gli sguardi strabici, un’infinita nausea

a orientare i nostri passi ondivaghi: 

sapessimo trovare una stazione 

di servizio, almeno, dove mettere 

a sedere ciò che resta del presente, 

dargli un alibi per colazione, 

mentre cerchiamo di inviare 

a chi è rimasto indietro le coordinate

 esatte della nostra posizione

(siamo a 74 centimetri circa

 da qualsiasi morte capiti in sorte).


Breve nota:

Le tre poesie  sono incluse nella raccolta "Tutta la terra che ci resta" (Vydia Editore) ed evidenziano i cambiamenti epocali che ci attraversano con uno sguardo acuto e veritiero. Anche il linguaggio sembra adattarsi al mutamento in atto, con l'accostamento di immagini particolari, insolite, piuttosto complesse, ma dettate dalla volontà di produrre nel lettore uno stato di curiosità e consapevolezza. Ci troviamo di fronte ad un lavoro ben strutturato, dove nulla è lasciato al caso, e la porola fissa verità che solo la poesia può concretamente pronunciare.

Ti sono piaciute le poesie? Allora, continua a seguire Silvia Rosa e scrivici cosa pensi!


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