Ci sono luoghi in cui la poesia non è soltanto una forma d’arte, ma diventa incontro, dialogo, condivisione. È quello che accade a Roma, città capace di custodire la memoria e, nello stesso tempo, di dare spazio a nuove voci e nuove visioni.
In questo spirito nasce “Roma in poesia”, appuntamento inserito nel Porta Magica Festival, che si è svolto martedì 25 agosto a Piazza Vittorio a Roma, su iniziativa di Esquilino Poesia, realtà che da anni contribuisce a valorizzare la poesia contemporanea e a creare occasioni di confronto tra autori, lettori e pubblico.
Partecipare a questo incontro è stata un’esperienza significativa: portare la poesia in uno dei luoghi simbolici di Roma significa restituire alla parola la sua dimensione più autentica, quella dell’incontro umano. La poesia, infatti, non vive soltanto sulle pagine dei libri: vive nella voce di chi la legge, nell’ascolto di chi la accoglie, negli sguardi di chi si riconosce in un verso.

Il Porta Magica Festival rappresenta così un’occasione per attraversare Roma attraverso la cultura, l’arte e la letteratura, lasciando che la poesia dialoghi con la città e con le persone.
Un ringraziamento speciale va ad Anita Napolitano, Letizia Leone e Angelo De Florio per l’invito e per aver reso possibile questo momento di condivisione. Il loro impegno testimonia quanto sia importante continuare a costruire spazi dedicati alla poesia, soprattutto oggi, quando abbiamo bisogno di parole capaci di creare ponti, accendere pensieri e avvicinare le persone.
Si sono alternati sul palco: l'attore Giuseppe Lorin con un omaggio alla Roma di Orazio, Lucianna Argentino, Marco Belocchi, Elisabetta Biondi Della Sdriscia, Eugenio Bongioanni, Luigi Busatto, Valentina Ciurleo, Marie Laure Colasson, Susanna Conti, Anna Maria Curci, Stafano D'Angelo, Stefania Di Lino, Maresa Elia, Letizia Leone, Francesco Lioce, Serena Maffia, Tiziana Marini, Anita Napolitano, Giorgio Ortona, Helene Paraskeva, Marina Petrillo, Enrico Pietrangeli, Luciana Raggi, Rossella Seller, Marzia Spinelli, Antonietta Tiberia, Alexandra Zambà, Francesco Ventura e per concludere ho letto anch'io.
“Roma in poesia” è stata dunque una tappa preziosa, un incontro fatto di versi, voci ed emozioni. Perché Roma, con la sua storia millenaria, continua a raccontarsi anche attraverso la poesia: una lingua senza tempo capace di trasformare una piazza, un incontro, una voce in qualcosa che rimane.
E forse è proprio questo il senso più profondo della poesia: esserci, condividere, lasciare una traccia.
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